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BloomBoom

 

REPORTAGE FROM NEW YORK:

FIFTY SHADES OF GREEN


C'è questo pugno di verde in mezzo a questi grandi mostri.
Mi piace vedere come, nella necessità di una continua voglia di evoluzione, si sia conservata bene questa voglia di verde, questo bisogno di sapere che è li, nel cuore di Manhattan.
C'è.
Central Park in qualche modo gestisce questa caotica città.
Permette alle persone di orientarsi, non semplicemente geograficamente parlando.
E' questa strana realtà che riesce a portarti lontano.
Central Park ha un'estensione di quattro chilometri per ottocento metri, è abbastanza grande per affettarlo e costruire altre case, non sarebbe giusto, rimane e deve rimanere il cuore di Manhattan, deve mantenere questa forma simbolica.
Mette energia, ti permette di respirare, di tornare bambina e sporcarti.
Da forza, vigore, grinta alla città, non è mai uguale. La grande fortuna che New York ha mantenuto è questo prezioso gioiello verde.
Ci sta dannatamente bene.
Quando un new yorkese dice 'andiamo a central park' lo fa pensando di sfogarsi, di entrare nel mondo di Alice.
E' bello, è un posto dove dici è proprio bello. Senti la necessità di starci, di vederlo spegnersi piano e di accendersi dai lampioni la sera.
E' inevitabile sentirsi al posto giusto.
Central Park è sempre stato il posto in cui sono riuscita a ritrovare un po' me stessa in questa gabbia di vetro, acciaio e mattoni.
E' sempre lui, non ha necessità di cambiare. Noi ne abbiamo bisogno così, per come è adesso, per come sarà. Per come ci fa sentire..
Liberi.



credit: Paola Libardoni