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      itaeng
BloomBoom

 

ARCHITECTURE FOCUS:

IS NOT THE USUAL SPRING

Primavera, fiori, sole, piante, blablabla : potrebbe essere la solita tendenza "è arrivato il caldo" o piu' semplicemente "fiori in primavera? Avanguardia pura" direbbe una certa fashion icon. Invece no.
Potrebbe sembrare la solita tendenza ecologista, che ogni tanto ritorna, giusto per non farci pesare il nostro stile di vita antiecologista, ma non si tratta nemmeno di questo.
BloomBoom parla della natura che ci avvolge, come una candida coperta in un'uggiosa giornata invernale, o come una pineta in una torrida giornata estiva: per quanto l'uomo cerchi di prevalere su di essa, lei lo ripassa nuovamente, come una serie di strati, uomo-natura, natura-uomo.
La natura madre di tutto: ci troviamo impreparati, quasi stupidi di fronte ad essa. Ci rassicura ma allo stesso tempo la temiamo: è il fulcro della vita.

I sintomi di questa tendenza sono tantissimi:

 

HIRONAKA OGAWA - Garden Tree House

 

La storia di quest'abitazione è davvero molto interessante, come la residenza in sé: i proprietari vivevano nello stesso "lotto", e questi alberi hanno visto la crescita della famiglia per 35 anni. Appunto per questo motivo hanno deciso di non demolirli, ma di inglobarli nella la casa! "Pensiero Stupendo" direbbe Patty Pravo, se non fosse che non hanno lasciato gli alberi lì e ci hanno costruito la casa, bensì li hanno tagliati, e rimessi morti come veri e propri pilastri!
Qui si rimane un po' sconcertati, la cosa ha un che di macabro. Cioè, di certo non prendo il mio caro Fido che è cresciuto con me, lo imbalsamo e lo metto a fianco al caminetto!
L'effetto finale è sicuramente bello, ma diciamo la verità, la casa andava fatta lì, gli alberi erano di troppo, e hanno risparmiato sulle putrelle.

 

BUDI PRADONO - R-House

 

Qui si parla più di vera e propria convivenza. Con chi? Ma con gli alberi, ovvio! Non oso immaginare le grandi discussioni!
Grandi vetrate, tetto coperto d'erba perforato da fori, attraverso i quali gli alberi emergono; ambienti interni suddivisi da muretti a secco e schermate di metallo perforato, in una condizione nella quale ti svegli la mattina e ti chiedi se la sera prima hai esagerato con i cocktail, e ti sei addormentato in giardino.

 

CADAVAL SOLA MORALES - Concrete Tepoztlan Lounge

 

"Tempo libero in natura" dicono gli architetti! Mi piace! Sono però incerto sull'intero progetto, concettualmente e oggettivamente molto bello ma, non per essere venale, una tenda da Decathlon ti costa molto meno.

 

ISOLATION UNIT - Ricort

 

Questa volta si tratta di un salone di bellezza: l'ambiente è molto spoglio e austero, direi quasi più svedese che giapponese. Tronchi d'albero pure qui, risultato un po' incerto.

 

AZUMA MAKOTO - Botanical House

 

Io sono pro pareti verdi interne, certo che quando uno esagera, esagera. Nemmeno nel sottobosco della foresta pluviale mi sentirei oppresso da tanta vegetazione: pareti, soffitto, pavimento, arridi: mi stupisco abbiano lasciato il wc scoperto!

 

BERCY CHEN ARCHITECTURE - Edgeland House

 

Una crepa nella foresta armonicamente in contrasto con il paesaggio circostante: una casa all'avanguardia, modernissima, geometrie aerodinamiche, eppure si vede solo una spaccatura nel terreno. Il risultato è strepitoso, si ha una casa metropolitana, ma immersa nella natura e con il minimo impatto.

 

PACIFIC ENVIRONMENTS ARCHITECTS LTD - Yellow Treehouse Restaurant

 

Un bocciolo (o meglio una cipolla) su un albero di 40 metri di altezza e 1,7 di diametro (si, insomma,potrei farla anche sull'albero del mio giardino).
Ricorda alcuni sogni e giochi d'infanzia, ed è ispirato da forme presenti in natura: una crisalide che protegge la farfalla, o una conchiglia marina.
Tralasciando il fatto di essere in un ristorante, e in mezzo alla foresta neozelandese (Della serie, insetti nel piatto? Si grazie!), il risultato è molto poetico, ma l'utilità?

 


credit: Andrea Masato