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SCULPTURE FOCUS:

POP UP

In epoche passate i confini entro cui una società viveva erano dettati da percorsi che seguivano il ritmo della natura, entro limiti finiti, o comunque definibili in un mappa dei luoghi.
Noi non viviamo più nei territori indigeni, e neanche in quelli di eventuale adozione: oggi siamo qui, domani li, dopodomani tra qui e li. Siamo in bilico, eternamente in movimento.

 

JEREMY HOLMES

 

Proprio al movimento perpetuo sembrano alludere i lunghi e sottilissimi nastri di legno di Jeremy Holmes, sculture fatte di nastri talmente sottili che rasentano lo spazio a due dimensioni. Paradossalmente, i vortici e i disegni che tali nastri creano nei luoghi dove sono installati, ne evidenziano forme e dimensioni degli ambienti, invitando lo spettatore a fermarsi e includere lo spazio fisico tra i propri pensieri.

 

TIMOTHY HYUN-SOO LEE

 

La ricerca di equilibrio tra la frammentata realtà e il disordine psicologico che talvolta scaturisce è tra gli interessi di Timothy Hyun-Soo Lee, le cui opere sono composte di migliaia di piccole celle dipinte su carta. Le sculture prendono forma di frattali tridimensionali, con i quali l'artista cerca di offrire allo spettatore un universo di specchi di una realtà altra quale è il suo ossessivo mondo interiore.

 

ERIC STANDLEY

 

I frattali sono trattati anche nel lavoro di Eric Standley, che crea precisissimi "sculture bidimensionali" tagliando e sovrapponendo tra loro fogli di carta, con un risultato simile ai lavori dell'arte islamica. Il suo lavoro, totalmente progettato e programmato, rimanda al rigore e alla logica perfezione della geometria e della matematica.
Siamo un po' una generazione "pop up": individui che portano via poco spazio, ma che in un attimo sanno svelare e ricomporre mondi ben formati, capaci di aprirsi e chiudersi in un batter d'occhio.

 

JORIS KUIPERS

 

A concetti simili sembrano rimandare anche le sculture di Joris Kuipers. Sono delicati altorilievi di carta, contemporaneamente estranei e familiari allo spettatore, che lo colgono allo stomaco prima che al cervello. Decostruzioni organiche e astratte che spesso compaiono all'angolo di una stanza e danno vita a mondi fragili, fatti di strati sottili e formatisi quasi per fortunata combinazione. Mondi simili a quelli che ci costruiamo giorno per giorno, dentro alla testa e fuori nel mondo, in questa complicata e frammentata contemporaneità.

 


credit: Silvia Danetti