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DesirableFreak

 

TV FOCUS:

“TOD BROWNING'S FREAK YOU WAS”: American Horror Story Freakshow

 

 

L’oscurità avvolge la bidimensionalità attraverso cui l’osservatore attende. Il rosso di un tendone diviene il rifugio dentro al quale la società cela le proprie paure che carnalmente prendono vita.
American Horror Story Freakshow mostra la sfumatura deforme della storia che accompagna da tempo l’arte in tutte le sue forme, dal cinema alla fotografia, dalla moda alla musica. Tod Browning diviene la divinità da perseguire nel corso del racconto con richiami fastosi seppur talvolta nascosti.
Una lunga tavolata al suono di Gobble Gobble presenta gli eredi del regista, i freaks si mostrano e nella loro presenza perdiamo il senso di ciò che socialmente abbiamo imparato a definire normalità, ciò che di usuale conosciamo. Ma cos’è la normalità se non un sentimento condiviso aldilà di ogni deformità.
Questo il messaggio che Ryan Murphy inserisce nella quarta stagione della serie. La quotidianità trascende nella ricerca di follia, ciò che all’apparenza sembra in realtà non è. Il Dandy si tramuta in freak, il freak si tramuta nel sogno della similarità umana. Non è la deformità il fulcro se non la psiche stessa che diviene il suo nuovo significato. La psiche umana profonda come un oceano, ramificata di paure ed ossessioni che trasfigurano l’irrealtà nella quotidianità sconosciuta.
E, d’altronde, signori e signore, cosa succederebbe se ostentasse la vostra apparente normalità dinanzi a loro? “Io non vi mento, avete visto coi vostri stessi occhi i mostri viventi del nostro serraglio. Voi ne avete riso o provato ribrezzo, tuttavia se lo avesse voluto la natura beffarda, anche voi potreste essere come loro. Non hanno chiesto loro di venire a questo mondo, eppure sono qui tra noi. Si riconoscono in un codice che nessuno ha mai scritto. Offendetene uno, e si sentiranno offesi tutti quanti.”

 


credit: Elena Usai