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GodSavedTheQueen

 

REPORTAGE FROM NEW YORK:

CECITÀ


Viviamo in un'era dove si punta sempre all'innovazione, le tecnologie sempre più avanzate, la guerra per avere l'ultimo computer sul mercato.. E New York ne è la pioniera assoluta. E non si cura troppo dei giudizi altrui, che è forse questo ciò che la rende tanto indistruttibile. Vive di controsensi. Vive di fraintendimenti che portano la gente a confondere le idee. New York spaventa e se così non fosse non sarebbe in grado di accalappiarsi la gente. Se le persone hanno paura non cercheranno mai di sovrastarla. Questa grande divoratrice si è permessa di appropriarsi del sinonimo di sviluppo.
Un'artista che ha voluto mettere alla prova i dinamici lavoratori e critici d'arte di questa grande metropoli è Bill Viola. La cosa interessante delle sue opere è vedere come egli riesca ad attualizzare opere storiche passate. Riprende opere quali "L'Annunciazione" di Dieric Bouts; "Dream of Pope Sergius" di Rogier van der Weyden; "La Pietà" di Masolino. Le installazioni e i video di cui si occupa sono frutto di un' attenta analisi nei dettagli. Un'accurata rivisitazione di gesti che adesso, solo attraverso grandi effetti speciali, sembriamo riuscire a capire. Nelle opere d'arte; negli arazzi; nei quadri è stato dimenticato il grande senso di limpidezza delle piccole sfumature di ciascun elemento che fino ad oggi non sembrava poter riemergere.
Il momento in cui l'Arcangelo Gabriele annuncia alla Madonna la sua gravidanza non è verbalizzabile. Come interpretare una cosa tanto profonda? Come dare voce ad un'emozione? La delicatezza delle mani, lo sguardo chiuso, la scelta di un colore tenue, la luce soffusa.
Il nostro occhio ha perso con il tempo la capacità di interpretare emozioni ma ci fermiamo alla superficialità: 'ma si.. è bello'. Un occhio stanco, ormai atrofizzato per colpa della videocamera; del computer; del grande schermo del cinema che ha sciupato quella possibilità di affrontare in maniera meno diretta ma più forte un'immagine inanimata.
I video di cui si occupa Bill Viola sono dei cortometraggi nei quali la storia viene raccontata mediante il rallentamento di azioni, i significati corporei delle persone sono essenziali. Rallentando la scena a pochi fotogrammi al secondo l'artista vuole mettere alla prova l'osservatore permettendogli di cogliere i più lievi dettagli.
Forse è il passaggio giusto che ci vuole per riuscire di nuovo a stare fermi davanti ad un quadro cercando di dargli un significato che non si limiti alla prima impressione. Siamo più veloci a battere sulla tastiera o ad osservare il mondo? E' triste vedere come l'avanzamento di una cosa ne rallenti un'altra. Siamo forse prigionieri di un mondo che ci sta occludendo la possibilità di vivere quelle che sono le vere emozioni?



credit: Paola Libardoni