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      itaeng
HungryEarth

 

La natura vista come un enorme essere pulsante che in passato ci ha dato incondizionatamente tanto e che ora si riprende tutto. 
Abbiamo paura di lei al punto da leggere gli eventi climatici come punizioni bibliche per quanto le abbiamo fatto fino ad oggi.
Questo è quanto si apprende da molteplici opere, che toccano tutte le arti culturali e visive. Non c'è più poesia romantica e spensieratezza naif, tutto è velato d'ansia, nell'attesa di una incombente rivolta naturale. 

 

RYAN DEBOODT - Hang Son Doong cave

BJÖRK - Vulnicura Moving Album Cover ("Family")

 

I primi cenni li leggiamo da video di stampo documentaristico che presentano una novità emozionale. Le luci, basse e polverose, ci raccontano infatti una natura pesante e imponente, in un affannoso respiro ancestrale.
Nell'evoluzione di questo panorama multimediale degna di nota è sicuramente Bjork, sensibile precorritrice del tema già all'epoca di Volta, in cui ci dipingeva come dei parassiti invasori della terra. Nel suo nuovo progetto continua a raccontare una natura vulcanica dalla magia arcaica, in grado di curare ogni ferita ma terrorizzante per la sua profonda potenza.

 

CAL REDBACK

PER KRISTIAN NYGÅRD - Not Red But Green

 

In fotografia gli esempi calcano invece la mano sulla post produzione, mirando ad anticiparci un futuro disastroso, in cui l'uomo continua ad esistere non più come incontrastato padrone della terra, ma come suo umile coabitante, nonché tacito alimento per una famelica flora.
Quindi l'arte, che è la più dura di tutte le discipline. Spiazzante al limite della psicosi, ci presenta catastrofici fermo-immagini di pesanti orde naturali, nell'atto di distruzione e riconquista del suo spazio vitale.
Infine il design e l'architettura decidono di anticipare l'inevitabile, lavorando in senso opposto. Troviamo così vasi che liberano le piante ospitate ed edifici che lasciano sfogare il verde in maniera disordinata e primordiale.

 

EVGENY KAZANTSEV

DOSSOFIORITO - Epiphytes

 

Siamo di fronte ad un altare sacrificale, in onore di un'affamata terra.
Un'indomabile Flora, che si risveglia assetata di riscatto a causa delle nostre avide mani approfittatrici.

 

editorial: Maira Passuello

color card: Monica Montanaro