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HungryEarth

 

VIDEO FOCUS:

DECLARE INDEPENDENCE – EARTH INTRUDERS

L’universo è più vasto di ciò che vediamo e tutto quello che con forza, noi, esseri umani permeati dalla convinzione di poter dominare ogni cosa, abbiamo domato e rinchiuso, ha cominciato il percorso di ribellione. Un percorso lento che vede la natura selvaggia riprendere i propri spazi, le proprie terre, scorrendo come un fiume in piena, circondando e ostruendo ogni passaggio attraverso l’innalzarsi fiero della propria chioma.

 

Il fotografo Ryan Deboodt ha documentato tutto questo attraverso un filmato che armonicamente ci mostra la strada percorsa dalla natura nella cava Hang Son Doong situata in Vietnam, al confine con il Laos. Scoperta nel 1991, è la grotta più grande del mondo e risponde al detto di Thoreau, necessario oggi, del “dosi abbondanti di selvatico rieducano l’individuo”.

 

Al di sopra il verde, al di sotto il buio profondo dell’oceano dove a regnare son le correnti, forti e sinuose. Viste dall’alto prendono le sembianze di un quadro di Van Gogh ma, una volta entrati nel loro territorio diventiamo schiavi del loro flusso continuo. Non siamo noi a scegliere, son loro che da marionettisti ci conducono nelle parti più oscure dell’abisso. Julie Gautier con il suo filmato, ha voluto narrare quest’incontro in cui protagonista è il subacqueo Guillaume Néry alla prese con la danza oscura coreografata dalle correnti dello stretto di Tiputa Pass.

 

“My heart is enormous lake, black with potion. I am blind, drowning in this ocean” canta Bjork in Black Lake, track dal suo ultimo lavoro Vulnicura e installazione-video commissionata dal MoMA. L’artista diviene un quinto elemento, il dolore trasmesso dalla musica si fa tutt’uno con la natura: indomabile e incontrollabile.

credit: Elena Usai