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HungryEarth

 

ARCHITECTURE FOCUS:

OUT OF CONTROL

Manca il controllo. Il passato è fatto di giardini disegnati nei minimi dettagli, come se la natura si potesse domare. Come se la vegetazione disegnata nel progetto, una volta realizzato si stabilisse in quel preciso punto, già cresciuta come progettato, senza più alcun cambiamento. Forse abbiamo realizzato che questo non è possibile, forse ci siamo resi che la natura ha il vero potere, e forse questo tutto sommato non ci fa stare così tranquilli.

 

LUCIANO PIA - 25Verde

 

Si tratta di un sistema di mascheramento di un edificio di 5 piani basato su travi d’acciaio e enormi vasi atti a contenere una vera e propria foresta. Un complessivo di 150 alberi per 63 unità abitative, un parco su un palazzo, o un palazzo su un parco. L’effetto non è sicuramente quello del bosco verticale milanese, ma non dispiace; naturalmente tralasciando la recinzione, nemmeno fosse un’attrazione di un parco di divertimento.

 

JETHRO KOI LIK WAI - Hillside Skyscrapers

 

Ideati dal designer malesiano Jethro Koi Lik Wai, questi grattaceli fanno rimanere a bocca aperta, il futuro sembra essere adesso. È l’incarnazione di tutti quei film postapocaliptici, a metà tra The day after tomorrow e Avatar. Un connubio tra naturale e artificiale, un concept sicuramente degno di nota, che un giorno forse potrebbe essere realtà.

 

MA YIDONG + ZHU ZHONGHUI + QIN ZHENGYU + JIANG ZHE - Noah Oasis

 

Del recupero delle piattaforme petrolifere se ne è sentito parlare fino alla nausea, e sempre di più, visto che il loro momento di gloria sta per terminare. In questo concept, realizzato da Ma Yidong, Zhu Zhonghui, Qin Zhengyu e Jiang Zhe la situazione è un po’ diversa: si tratta di un piano studiato per contrastare l’aumento del rischio di fuoriuscita di petrolio. Ennesima dimostrazione di come l’uomo per preservare la natura non fa altro che ridargli spazio.

 


credit: Andrea Masato