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LiarMirror

 

ART FOCUS:

FUNNY AND DISTURBING

Field, by Out of the Dark, è un installazione urbana a Sydney. É composta di specchi di forma parallelepipeda, alti come un Annunaki, e sembra un rassicurante e ordinato grattacielo esploso sul prato verde di un parco pubblico. É divertente e inquietante al tempo stesso, nel riflettere forme e luci irregolari sulla superficie liscia e rigorosa di grattacieli in miniatura. Le persone che vi camminano attraverso sembrano dei giganti nella parodia di una città futuristica; quasi l'installazione denunciasse la necessità personale di sentirsi di nuovo protagonisti in queste megalopoli contemporanee che sfidano il cielo. Siamo talmente intossicati di immagini in movimento che guardarne una non basta più, ne serve una moltiplicazione caleidoscopica a trecento settanta gradi, o meglio, a trecentoquarantadue facce di specchio.

 

FIELD MIRROR MAZE AT SYDNEYS HUDE PARK

 

O forse all'uomo di oggi un solo specchio non basta più: nella moltiplicata immagine riflessa, speriamo magari di riuscire a scorgere un indizio di verità, che prevarichi la nostra illusoria visione prospettica del reale.
L'alterazione del nostro modo di vedere e percepire lo spazio è il tema su cui riflette l'artista Leardo Elrich, che a Londra installa l'illusione ottica di edifici in stile a grandezza reale, posizionando specchi che alterano l'equilibrio e la percezione spaziale del visitatore.

 

LEANDRO ERLICH - Mirror Art Installation

 

Sempre nel vecchio continente, Outside-In declina la moltiplicazione in una generosa alterazione del mondo naturale. In questo progetto, ideato dagli architetti Meir Lobaton Corona e Ulli Heckmann, la riflessione ha il potere di generare paesaggi rilassanti e immensi in spazi piccolissimi. Piccoli paradisi che sembrano infiniti, dove rifugiarsi con lo sguardo ogni volta che si può.

 

LOBATON CORONA & ULLI HECKMANN - Outside-In

 

Anche Rob Mulholland si relaziona con il mondo della natura, ma lo fa nel senso opposto e riporta la riflessione dentro di noi con le sue sagome umane fatte di specchi e installate nella foresta intorno alla loggia di David Marshall.

 

ROB MULHOLLAND - Vertige

 

Queste figure semplici e pulite ci rimandano alla verità, ovvia e spesso dimenticata, che anche noi facciamo parte del mondo reale, fatto di terra, acqua, cielo e vita. Il resto, forse, è tutto illusione e tutto inventato da noi.

 


credit: Silvia Danetti