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VOYAGE EN MÉTAPHYSIQUE VIRTUELLE

"La metafisica, lungi dal farci smarrire in un retromondo nebuloso, nasce dalla terra e ci riconduce ad essa, dandoci sempre nuove ragioni per meravigliarci". Pensiero attuale che conduce tale filosofia ad uno sviluppo virtuale che solo apparentemente risulta contradditorio con l'idea De Chirichiana a cui tutti noi siamo abituati. Sequenze dal sapore kubrickiano in black and white ci introducono in un viaggio verso la comprensione di una lettera scritta in una lingua sconosciuta. Siamo nel 1992, Google Translate ancora non esiste e l'unica cosa a cui possiamo aggrapparci è la distruzione della memoria abitudinaria affinché si creino nuove forme di significato capaci di aprire l'accesso alla dimensione metafisica del tutto.

 

L'uomo percorre dei mondi, cerca di capire il messaggio della lettera, forse l'unico modo per comprenderlo è guardarlo con altri occhi: "la scena non cambia, sono io che la vedo sotto un altro angolo. Eccoci all'aspetto metafisico delle cose".

 

Ed ecco che un'altra lettera astratta compare all'interno di una condizione surreale dai toni onirici. Protagonisti tridimensionali oltrepassano la soglia materica per giungere infine ad una dimensione superiore in cui "basta che un rumore, un odore, già uditi o respirati un tempo, lo siano di nuovo, nel passato e insieme nel presente, reali senza essere attuali, ideali senza essere astratti, perché subito l'essenza permanente, e solitamente nascosta, delle cose sia liberata, e il nostro vero io che, talvolta da molto tempo, sembrava morto, anche se non lo era ancora del tutto, si svegli, si animi ricevendo il celeste nutrimento che gli è così recato. Un istante affrancato dall'ordine del tempo ha ricreato in noi, perché lo si avverta, l'uomo affrancato dall'ordine del tempo."

credit: Elena Usai