menuredazionecontattitwitterfacebookinstagrampinterestgoogleyoutube

      itaeng
MetaOniric

 

ART FOCUS:

IL CADAVERE SQUISITO BERRA' IL VINO NUOVO - TOILET PAPER


Toilet Paper è scaturita dall'incontro di un artista geniale e irriverente e un fotografo d'eccezione: è un'opera d'arte e una rivista, assolutamente priva di parole.
Atona di concetti unidirezionali è densa di idee e ossessioni che li scavalcano e puntano a meccanismi psichici che sfottono gli accademismi. Perchè l'inconscio appartiene a tutti.
Toilet Paper è un magazine popolare, dallo spiccato gusto surrealista.
Pratica un arte figurativa e procede per libera associazione di idee: in essa visioni e ossessioni si uniscono in spazi tra loro apparentemente estranei a dar vita a sensazioni inedite.
Il cadavere squisito berrà il vino nuovo.

Come tutte le arti democratiche al cospetto di un elitè che detta le regole, al cospetto del Concettuale e del colosso della razioanlità, il Surrealismo nel tempo si è fatto piccolo, si è fatto fluido ed è uscito silenzioso dai musei; ha cambiato nome e si è infiltrato dappertutto, negli oggetti di produzione di massa.
Ha atteso paziente tra le trame del quotidinano, bistrattato e declassato, la crisi del rigore. Ci siamo. Ci siamo stancati, anche, almeno un po'. Basta concetti univoci ed intellettuali.
Il Surrealismo Contemporaneo getta un ponte alla libertà di espressione, all'intuito che rivendica il proprio ruolo fondamentale e rinnegato.
Lo fa con furore creatore.

La ricerca di Maurizio Cattelan accoglie l'automatismo psichico delle visioni oniriche e con Pierpaolo Ferrari, fotografo autentico, trionfa nella rivista Toilet Paper dove l'importante è l'immagine. In se. Niente spiegazioni, non servono, sono troppo sicure.
Le parole adulano. Le immagini rimandano ad altro forse, ma prima di tutto esistono. Democraticamente evidenti.
Quando infine, come avvenuto con C'N'C'' o con la collaborazione tra Toilet Paper e MSGM, l'immagine d'autore viene sbattuta a campitura intera su felpe d'alta moda, il surrealismo diventa contemporaneo, si mescola al consumo e diventa esplosione del pensiero. Street fashion. Fashion Art alla portata di tutti, o come la chiamava Benjiamin l'illuminazione profana, una dimensione magica e intimamente anarchica.




credit: Silvia Danetti