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NeoMetric

 

REPORTAGE FROM NEW YORK:

REGOLE


Viviamo in un mondo senza regole, eppure se ci guardiamo intorno siamo circondati da spazi e e forme che in qualche modo cercano di organizzarci e di riordinare.
Strade, reticoli, palazzi, giardini, quartieri.
New York è caos, è una città zeppa di gente ma se riesci a zoomare indietro, noti che nella sua caoticità è perfettamente, urbanisticamente parlando, comandata.
Basta fermarsi, prendersi il tempo di allontanarsi, di fermarsi in metropolitana e guardare come questa manciata di formiche si muove: spastica, ritmata, compulsiva e per inerzia ma.. ma sempre in direzioni precise.
Un groviglio di strade sputate con precisione, e la cosa fenomenale è che ce ne sono altrettante che non si vedono. Più sotto.
Probabilmente per mettere in regola questa bastarda città era proprio necessario un intreccio del genere. E' come se fossimo iscritti in un percorso ben circoscritto e geometricamente perfetto mentre la nostra mente viaggia su un mondo che non ha affatto un assetto preciso.
Lo skyline determina perfettamente i palazzi dal cielo; determina la regolarità dall'infinito.
Ci permette in maniera più spinta di capire dove sta l'uomo e dove stanno i suoi pensieri. ciò che non è tangibile ci sfugge in aria e ciò che vediamo da regole. Non riesco a capire cosa influenzi più l'altro, se è una questione geometrica che riesce a mettere tranquillità alla persona in quel dinamismo spettinato o se invece sia la difficoltà di ordine a portare l'uomo a costruire spazi che determino ordini definiti. Non è solo una questione di moda, ma è una questione di praticità..Togliamo le macchine, togliamo i tavolini fuori dai bar, togliamo.. I barboni, la spazzatura, il marcio, togliamo la gente, togliamo la folla e il chiasso, togliamo le parole, togliamo i fronzoli, togliamo quegli orpelli che spesso sono davvero inutili e poco necessari. Togliamo tutto questo. New York risulta con un assetto spaventosamente regolare, è semplice, mi piace.
C'è quella manciata di spinaci nel mezzo che anche se ne hai piene le scatole di gironzolare tra cemento vetro e ferro ti permette di trovare quella tranquillità e quella pace che delle volte si può trovare solo nella geometria.. Forse perché circoscriverci in qualcosa di più definito e concepibile riesce a darci più sicurezza e non importa molto quale sia la forma, il colore.. L'importate è avere qualcosa di regolare in quella che sentiamo essere una vita completamente persa e sfuggita.

credit: Paola Libardoni