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      itaeng
LaBiennale14

 

Pitti Uomo giunge alla sua 86ima edizione. Il salone rappresenta la realtà contemporanea attraverso la lente dello sport e il suo fitto intreccio con la moda in una partita in cui ogni volta la risposta è diversa, il risultato incerto, la strategia e l'esito finale cambiano.

 

Pitti Uomo 86

 

Bene, ora che quest'edizione del Pitti è stata spiegata, passiamo alla parte più importante ed interessante: i personaggi che vanno al Pitti.
La prima categoria riguarda i Pittini: uomini di barba e baffi muniti, completo in fantasia, camicia, gilet, panciotto, cravatta e se c'è il cappello ancora meglio. Si possono trovare maggiormente seduti nella piazza centrale, che fumano o chiacchierano con la loro borsa/valigia, sotto il sole (non è dato sapere ma si può solo immaginare le condizioni delle loro camicie), impassibili a tutto: state pur tranquilli che può passare una tromba d'aria, ma non si muove un capello o un pelo di barba. Gli sponsor che provvedono al loro rifornimento di gel/brillantina, o chissà che altro, ringraziano.

 

Marc Richardson for Highsnobiety.com

 

Altra categoria sono i fashionweekesi, ovvero coloro che, già pronti e in attesa della settimana della moda milanese di questo weekend, non perdono tempo, e in outfit da sfilata si recano al Pitti in cerca di novità e fotografi che li immortalino.
Non mancano chiaramente i buyer professionisti, rigorosamente in Nike, meglio se ultraleggere e fluo: la loro è una tenuta ginnica (manco dovessero fare la maratona) per cercare, scovare, ordinare e comprare.

 

NAM for Grazia.it

 

Per ultimi, ma non per questo meno importanti, ci sono i qualunquisti: individui che ci si chiede cosa ci stiano a fare in fiera vista la loro camminata da passeggiata serale. Osservano, attaccano bottone con chiunque, senza mai far capire che diavolo di lavoro facciano. Sembrano i tipici turisti a Firenze, catapultati nel bel mezzo del Pitti. Così, quasi per caso.
Detto ciò, quello che c'era esposto in fiere non era nulla di eclatante. Pochissime le novità: i colori, le fantasie e le forme erano le stesse dell'anno scorso.

 

RAW for the Ocean

 

Eppure fortunatamente alcune eccezioni c'erano. Come Gstar, con la capsule collection "RAW for the Ocean", disegnata in collaborazione con Pharrel Williams, che ha fatto davvero centro.
Si perché al di là del testimonial d'eccellenza e di tutto rispetto (strategia di marketing non da poco, gli occhi ringraziano), Gstar continua a dimostrare d'essere in prima fila nell'innovazione del denim. La nuova collezione è il risultato della cooperazione con Vortex Project, un'iniziativa della piattaforma sostenibile Parley for the Oceans, e sarà realizzata con Bionic Yan, riciclando la plastica recuperata dagli oceani e dalle loro coste. RAW for the Oceans è un'esplorazione creativa a lungo termine, in cui Bionic Yarn e G-Star RAW hanno unito le forze per innovare il denim e avere un impatto serio sull'inquinamento da plastica."RAW for the Oceans" sarà disponibile in store selezionati G-Star RAW e on-line dal 15 agosto, e con gli ordini destinati a questa prima produzione sono già state smaltite ben due tonnellate di plastica dai nostri oceani. Progressso, innovazione, responsabilità ambientale: questo è il futuro, un futuro che sostiene la causa e ne diventa allo stesso tempo parte della soluzione!
Efficace. Molto!

 

credit: Andrea Masato & Monica Montanaro