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PopLoop

 

PEOPLE FOCUS:

FASHIONATIUAV

#fashionatiuav è l'hashtag della sfilata dove sono state presentate le collezioni conclusive dei migliori studenti del corso triennale e magistrale in design della moda all'università IUAV di Venezia. E, certo, non potevamo non trovare collezioni inerenti al trend. Nonostante i tempi molto ristretti siamo riusciti a fare un paio di chicchere con due studenti le cui collezioni sono PopLoop.

 

ROBERTA COLLA

ROBERTA COLLA - ph Francesco de Luca & Laura Bolzan

 

ECH: Roberta, qual'è stato il percorso che ti ha portato a studiare design della moda?
RC: Dopo aver seguito un percorso di studi scientifico, ho deciso di dar sfogo alla parte più creativa di me, optando per quello che poteva essere l'architettura o la moda. Poi nella scelta tra le due mi sono orientata verso il design della moda, in quanto corso di studi più pratico, più concreto, penso infatti che la possibilità di poter vedere prodotti creati con le proprie mani sia davvero soddisfacente.

ECH: La tua collezione invece? Cosa vuole raccontare?
RC: Si, la mia collezione prende il nome di "Congedo", tipologie vestimentarie prese in prestito dal guardaroba dell'aviatore. Questa collezione riguarda la tregua che segue l'azione: è la storia di un congedo, di un ritorno alla casa dei nonni, del bisogno di indossare maglioni in cotone, camiceria informale, abiti freschi e assetati di colore.

ECH: Da dove trae ispirazione la tua collezione? Qual'è stato il percorso che hai affrontato?
RC: Sono partita da delle foto di famiglia degli anni '40, foto dei nonni, con soprabiti molto lunghi, che mi ha portata ad una ricerca andata a concludersi sui paracadutisti degli anni '40. Ho guardato le divise, gli elementi ricorrenti in particolare, li ho studiati, modificati, esagerati, resi il più espliciti possibili.

 

ROBERTA COLLA - ph Alessio Costantino & details Roberta Colla

 

ECH: Sono molto importanti i materiali e i colori, pop per l'appunto, di cosa si tratta?
RC: Materiali estivi, cotoni doppiati, neoprene leggero, tessuti tecnicii. Per quanto riguarda invece ai colori si tratta fondamentalmente di una questione di gusto. L'uomo che mi rappresenta è un uomo fresco, colorato, riposato, composto ma che non si prende sul serio. Mi piace giocare sull'ironia, e alla fine ne è uscito un uomo pop. Le stampe possono essere interpretate come mappe di una realtà urbana astratta, che rimane in rilievo grazie alla tecnica della gommatura, e diventa anche una texture che dà personalità alla collezione (sia nella versione tono su tono, che in quelle più "pop").

ECH: Una tua definizione di pop?
RC: Spariamo qualche cazzata assieme (ride). Pop è facilmente accessibile, ma anche anni '60, colore, qualcosa che sappia colpirti in modo allegro e positivo, un po' come la mia collezione.

ECH: Un nuovo lavoro. Che tendenza ti piacerebbe seguire?
RC: Questa collezione rappresenta il mio punto di vista estetico, quindi molto probabilmente proseguirei in questa direzione.

 

MATTIA GOBBO

MATTIA GOBBO - ph Francesco de Luca & Laura Bolzan

 

ECH: Mattia, parla un po' di te, come mai moda?
MG: Molto sinceramente ho seguito un percorso professionale in moda, e ho capito che questo è quello che mi piace, lavorare dietro i capi e non tutto ciò che ci sta attorno.

ECH: Parliamo invece della tua collezione.
MG: La mia collezione, ovvero "Non faccio giochi che non posso vincere" è un po' la conclusione di un percorso di ricerca che avevo fatto sulla grafica sportiva, dove non avevo ancora affrontato bene la figura della cheerleader, una figura contraddittoria, dove il perbenismo si scontra con la spavalderia e l'irriverenza, e il rude boy giamaicano.

ECH: Da dove sei partito per ideare la collezione? Qual'è stato il percorso che hai affrontato?
MG: Sono partito dalla televisione e dai video musicali sopratutto Santigold e m.i.a., e tutta la coltura pop. In parte anche dalla pubblicità sportive degli anni '70, dove vi era l'uomo macho e la tennista.

 

MATTIO GOBBO - ph Alessio Costantino

 

ECH: A proposito degli abiti, come hai scelto i materiali e i colori?
MG: La mia intenzione era quella di rendere più italiana e contemporanea la collezione. Ho trovato lane pesanti, tipo il casentino, e lane infeltrite che richiamano i bomber dei giocatori di baseball, poi pelle per rendere il tutto si più sportivo ma anche manifatturiero. Per quanto riguarda i colori invece volevo raccontare qualcosa di colorato, di patinato, quindi colori accesi e texture. Il risultato volevo che fosse un prodotto si sartoriale, ma più da prete à porter.

ECH: Una tua definizione di pop?
MG: Libertà, libertà sui temi da trattare, a cavallo tra snob e quelli che non si informano.

ECH: Un nuovo lavoro. Che tendenza ti piacerebbe seguire?
MG: Mi piacerebbe proseguire con il pop, ma rivisitarlo in tema thriller story, rivedere la gamma di colori, rendendoli un po' più dark, e abbandonare il tema sportivo.

 


credit: Andrea Masato