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ART FOCUS:

CMD-Z

La sensazione cmd-z è quella sensazione di "poter riavvolgere la pellicola di un frame" che talvolta ci balena per la testa in modo pericolosamente familiare, anche se solo per un attimo. La si prova, ad esempio, quando di scatto si buttano nel wc tutte le sigarette e nel momento in cui si tira lo sciacquone ci si rende conto della voglia di fumare, o quando vi mangiare un tiramisù intero in meno di un minuto, pentendovi amaramente all'ultimissima briciola. In quel momento, per un attimo, cercate intorno a voi i familiari tasti che vi faranno tornare al momento appena precedente, i magici tasti cmd-z con cui si riesce con tanta facilità a tornate indietro illesi di infinitesimi step allo schermo del nostro portatile...
Gli artisti lo sanno. Anche perché, oltre ad essere spesso dotati di sensibilità preveggenti, altrettante volte essi sono votati per professione a rimanere a stretto contatto con portatili e programmi caratterizzati dalla suddetta modalità di cancellazione, e la sensazione di poter regredire di un attimo senza conseguenze è a loro, più che a ogni altro individuo, particolarmente familiare.

 

TAYFUN SARIER + GUUS TER BEEK

 

E' esattamente questa la sensazione di spaesamento tra realtà e schermo che gli artisti Taifun Sarier e Guus ter Beek cercano di ricreare per le vie di Londra. Con semplicissimi stickers dalla tipica texture di Photoshop appiccicati a parti di città, essi le "cancellano", idealmente e visivamente.
L'effetto è piuttosto curioso: siamo talmente abituati a manipolare immagini reali, che il linguaggio di Photoshop inserito nella realtà sembra quasi confortante.

 

TORU IZUMIDA

 

Ma il linguaggio del web irrompe nella scena dell'arte anche nel senso opposto, e ultimamente si vedono sempre più, nelle riflessioni di alcuni artisti contemporanei, collages virtuali, composti di screenshot dello schermo del computer, dove data e ora indicano paradossalmente un'immagine senza post-produzione. In queste opere la capacità dell'artista di creare bellezza è evidente e meravigliosamente economica, in quanto la materia prima proviene dal web ed è "sotto gli occhi di tutti", anche se gli occhi in questione sono quelli della realtà della rete.
Toru Izumida utilizza lo screenshot come strumento privilegiato delle sue opere, la cui riflessione si sofferma proprio sulla bellezza intrinseca delle immagini della rete.
Ma come lei molti altri artisti, uno tra tutti Camille Henrot, Leone d'argento alla scorsa Biennale, da questo mese sarà a Firenze con una mostra personale incentrata sul suo film Grosse Fatigue, in cui lo screenshot è uno degli elementi cardini di tutto il lavoro.

 

CAMILLE HENROT

 

La realtà fisica e la realtà di internet sono oggi altamente mescolate nella mente di noi fruitori, talmente mescolate che a volte non riusciamo a definire se le nostre giornate scorrono dentro ad uno schermo o fuori nel mondo... le dimensioni sono intrecciate a tal punto che il mondo viene invaso da fotoritocco virtuali e la rete produce opere d'arte.

 


credit: Silvia Danetti