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PHOTO FOCUS:

PHOTOSHOP ME!

La tendenza diffusa ad usare il termine "photoshoppato" trova una sottile ed ironica manifestazione fotografica nelle opere dei fotografi Peter Hencze e Powel Fabjanski.

 

PETER HENCZ

 

Il primo opta per composizioni con figure scomposte sui tracciati di photoshop, rivelando quindi il work in process dell'immagine che invece solitamente appare come definita, pulita, riveduta e corretta. Ecco che il tanto osannato photoshop tradisce il processo di modificazione, invece di mostrarsi come immagine perfezionata.
Siamo di fronte ad un ossimoro : photoshop rivelato nei suoi livelli e tracciati rivela l'artificialità dei propri gesti grafici. Un grave affondo alla teleologia dell'immagine perfetta? Forse piuttosto una critica velata, un atteggiamento ironico da addetti ai lavori.

 

PAWEL FABJANSKY

 

Il secondo invece ha un atteggiamento piu' giocoso e colora le immagini con le freccie, le geometrie, i tracciati di photoshop. I modelli hanno i capelli che volano sospesi da linee tratteggiate, le geometrie vengono sezionate, gli sfondi diventano pannelli sospesi, i quadranti di photoshop sono manifesti.
L'universo di photoshop si fa avvolgente, globale, ma oramai il trucco c'è: in un mondo in cui regna l'artificio il re è nudo, e tutti possono vederlo.

 


credit: Alba Nabulsi