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      itaeng
SpiritSmoke

 

PAESAGGI EVANESCENTI

 

Un raggio di luce attraversa una fronda in autunno, accecandoci ed obbligandoci un istante a cambiare prospettiva. Un sensazione profonda di luce e calore, che com'è arrivata se ne va, il tempo di tracciare un sorriso sul nostro volto.
Affacciati alla finestra in un giorno di nebbia: è impalpabile eppure presente, impossibile da negare. Quante cose non sappiamo descrivere, nominare, ma soltanto avvertire come presenti? Quante cose possono interpellare non tutti i sensi insieme, ma uno per volta?

 

TOM ALLEN - Streeterslondon

IRINA KONOVSKY - One of nothing

 

L'evanescenza è ovunque anche quando tendiamo ad ignorarla... la sua aura, il suo profumo, s'insinuano insistentemente nel nostro quotidiano. Ne siamo al contempo spettatori e protagonisti, attraverso gesti lasciati a metà, scatti fotografici dalle immagini mosse, ineffabili... come il movimento riprodotto dalla pellicola cinematografica, che fa tornare il tempo andato, attraverso un movimento che è solo riproduzione, eppure è reale.
Impercettibile presenza, rivelazione momentanea di ciò che è sfuggente e non può essere sintetizzato in alcuna forma, e che, così facendo le attraversa e le sottende tutte. Al pari di un'onda che, infrangendosi sul bagnasciuga, disegna un'immagine che ciascuno di noi può immaginare diversa, per sé. Litigare, con lo sguardo, con il punto in cui si sfuma l'orizzonte, per poi tornare speranzosi ad attendere una nuova onda, un'altra figura, un'altro frammento di moto perpetuo.

 

TWIN WATERS - Tidelines project 28 11 2012 istambul

JON FRANK - Untitled seascape

 

Guardare il cielo e porsi una domanda naif: "Che cosa sono le nuvole?", come faceva fare ai suoi attori Pasolini nel cortometraggio omonimo. Non certo un interrogativo scientifico, ma emozionale. Essere ancora capaci di stupore infantile dinnanzi alla natura, ai suoi movimenti veloci, alle sue misteriose trasformazioni. Così, riversi sul dorso a guardare verso l'infinito, ci si scopre ancora capaci di un'emozione spontanea e fugace.




credit: Alba Nabulsi