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SpiritSmoke

 

IDENTITÁ IMPERCETTIBILI

 

Immaginiamo un io dai contorni incerti e confusi: la forma sfuma e si dissolve, appare indefinita, quasi impercettibile. Anche il viso perde i suoi tratti forti e personali e si fa a malapena riconoscibile, non ci sono più espressioni da studiare e interpretare come chiavi di un segreto che si vuole nascondere… non c'è più segreto, né ostentazione di personalità e forza del sé. Destratificazione del viso, alleggerimento dei tratti, contro la soggettivazione sempre eccessiva e l'iper intepretazione che ricerca ogni volta cosa c'è dietro.

 

TOM ALLEN - The blockmag issue april 2012

KRISY MITCHELL - Wonderland

 

Si finisce così per confondersi con lo sfondo alle nostre spalle: grigio su grigio, praticamente uguali a qualsiasi altra cosa. Si è come tutto, ma non nel senso di omologazione o identificazione o imitazione: è una prospettiva di essenziale apertura nei confronti del mondo, contro il rassicurante arroccamento del piccolo sé. Il corpo si spoglia di tutto ciò che in qualche modo lo incatena e lo appesantisce - i contorni ben definiti della personalità ad esempio, che ci fanno dire io ogni volta e a sproposito. Più vera dell'io, ben prima dell'io, è una dimensione inconscia e anonima fatta di particelle e molecole, corpuscoli leggerissimi e percezioni che ci rendono essenzialmente un io sento. Vibrazioni e particelle che comunicano in continuazione con particelle di altri, entrano in risonanze e connessioni sempre imprevedibili, nuove, creative… dando vita ogni volta a nuove individuazioni.
E qui è in gioco tutto un altro modo di sentire, che a volte si fa quasi insopportabile perché è un viaggio in intensità… il rischio è quello di sentire troppo, di andare ben oltre la propria capacità di sentire. Il prezzo può essere la follia, addirittura la morte - positività e creatività della follia: che è apertura a un nuovo modo di sentire, intenso e onnipervasivo, per cui non ha più senso dire io…

 

SHINICHI MARUYAMA - Nudes

MARCO REA - Anemic girl

LES CHILD Choreographers

 

Corpo, viso, forma, identità si fanno impercettibili: destratificazione anche brutale di tutto ciò che ci appesantisce e che ci classifica da fuori. Crolla la rassicurante certe zza della propria individualità compiuta e ben definita, etichettata e responsabile: l'individuo lascia il posto a incontri, flussi e vibrazioni che lo attraversano e lo lacerano, l'io si fa fluido, terreno di possibilità a livello molecolare e percettivo… e qui si può diventare davvero qualsiasi cosa, perché si entra continuamente in relazione con altro, si rinasce ogni volta dall'incontro con altro. Leggerezza estrema che richiede coraggio e ci fa scivolare tra le cose - sperimentazione vitale, da vivere dalla giusta distanza.




credit: Anna Montanaro