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WireWorld

 

MISCELLANEA FOCUS:

WIRE OF FATE

Filo. Se ci penso un attimo la prima cosa che mi salta alla memoria sono le Moire, coloro che nella mitologia greca tessevano il filo del fato di ogni essere umano. Per i non classici, mi sto riferendo alle tre vecchie con un occhio solo del cartone Hercules.
Strana la sensazione di pensare alla proprio vita come un filo, una cosa di una semplicità quasi imbarazzante e spesso di una fragilità o forza altrettanto inaspettata.

DESKRIPTIV

 

Filo. Può non sempre realmente palpabile, ma una sensazione. Come nel complesso lavoro digitale che il gruppo tedesco Deskriptiv ha svolto per l'edizione inglese della rivista Wired. Una struttura di linee sottili che creano movimento, un lavoro impressionante di precisione e di accuratezza che crea le sensazioni di un materiale povero come il tessuto non lavorato in modo organizzato.

WISDOM

 

Filo. Utilizzato nel progetto tipografico di nome Winsdom di uno studente di design che utilizza diversi materiali per creare dei pezzi che ricordano personaggi famosi e riportano frasi celebri di essi. In questo caso è Chaplin ad essere rappresentato con l'aiuto di questo materiale. E vedendo le immagini non può che saltarci lui alla mente. Se non per i colori e la sensazione di spensieratezza sicuramente per la famosa bombetta rappresentata.

NIKELAB

 

Filo. Fine a se stesso.
Filo, utilizzato come decorazione. Come nel negozio della Nike.
Colori accesi che attirano l'attenzione ma in uno stile quasi minimal, dove l'importante è far notare la possibilità dei vari intrecci. Ricorda quasi le tavole di legno con i chiodi sulle quali i bambini si perdono per ore incastrando, appunto, fili e intrecciandoli.
Insomma filo. Ognuno ha il suo e ognuno lo usa come preferisce ma è lui la sostanza delle cose. Debole, resistente, colorato, neutro, lungo o corto. Il concetto è che a prescindere dalla povertà del materiale di partenza dipende da noi il risultato finale. E può essere fantastico.

credit: Giulia Picello